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Il push up dell’800?

Le ruches! Piccola storia di un decoro eterno

Sapevate che a metà dell’Ottocento volants amplificavano le forme femminili, nascosti sotto la bustle skirt? Ovvero la gonna? La vocazione femminile al decorativismo è affascinante. E la ruche non manca mai! Una striscia di tessuto,  storicamente di tulle o pizzo, arricciata o pieghettata e applicata come ornamento su colli, orli, maniche e tasche di indumenti femminili. Dal XIX secolo non ha smesso di accompagnarci. Il periodo di massimo splendore delle balze risale al Secondo Impero, quando gli ombrellini parasole erano un accessorio obbligatorio. Non potevano mancare cascate di balze, merletti e ruches a impreziosirli. Si racconta di un abito da ballo dell’Imperatrice Eugenia con 103 tulle applicati in modo certosino. Volants gonfiavano le maniche per renderle strutturate.

Oggi la ruche non ci abbandona! Ma resta un filo più morigerata. Una presenza discreta e super femminile, come sempre. Sul plastron di una camicia in denim, a muovere un po’ la scena. Vistosa, sullo scollo della schiena, oppure imprudente, sulle aperture laterali alle braccia di una camicetta.

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