E se anche Barbie si trasformasse in una Millennial?

05/11/2019

#Thedollevolves

Si chiamava così la collezione lanciata da Mattel qualche tempo fa: #TheDollEvolves. La bambola evolve. Infatti prevedeva bambole di quattro silhouette diverse, compresa quella curvy, sei etnie differenti e la possibilità di combinare a piacere dettagli come l’acconciatura e il colore degli occhi perché chiunque le scelga come giocattolo possa riconoscervisi e, attraverso quel meccanismo proiettivo che è tipico del giocare con Barbie, immaginare le possibilità infinite che il futuro gli prospetta (“Imagine The Possibilities” è, del resto, proprio il titolo dello spot usato per il lancio della collezione).

Barbie è stata uno specchio sociale fin dagli esordi. Quando la figlia di Ruth ed Elliot Handler, proprietari di una fabbrica di case per le bambole, si mise a ritagliare immagini di vestiti dalle riviste della madre con cui acconciare i manichini anziché giocare con i soliti bambolotti. Poi, in settimana bianca, la bambina si innamorò del souvenir di una sciatrice in miniatura e ciò sembrò convincere i genitori, una volta tornati a casa, a produrre la prima bambola in vinile per bambini — meglio, per bambine — con sembianze da adulta. Era il 1959 e alla fiera dei giocattoli di New York debuttò la prima Barbie in costume zebrato, tacchi e occhiali da sole. Da allora fu chiaro che quella bambola era in realtà un perfetto meccanismo di proiezione del sé.

Per le bambine, giocare con una Barbie significava immaginare se stesse nel futuro. In tempi digitali, anche l’identità di Barbie ha dovuto trasformarsi. Già a partire dagli anni Novanta, Mattel ha cambiato  il design delle bambole, perché assomigliassero di più nelle forme e nelle misure a donne reali. Era già dagli anni Ottanta, del resto, che la Mattel metteva in commercio Barbie Ebony, la prima Barbie di colore. Poi, Barbie si è avvicinata sempre più al mondo reale: sono nate collezioni con le professioni femminili, addirittura linee ispirate alle donne leader della loro epoca. Come la Barbie Frida Kahlo! E adesso, sui social, Barbie si lamenta del lunedi che arriva e passa la serata sul divano con amiche di etnie diverse (magari mentre guarda Netflix). Assistiamo con una certa curiosità a questa evoluzione, dove Ken appare anche vicino alla lavatrice e Barbie fotografa per National Geographic parlando di biodiversità.

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